29 Giugno 2022

Legge 118/89 aree di crisi industriali: nuove istruzioni dal Mise

industria foto pixabay

Si va via via completando la riforma della legge 181/89 con l’aggiunta di indicazioni di dettaglio per l’applicazione della nuova disciplina e per la presentazione delle domande di agevolazione degli interventi per le aree di crisi industriale.
La recente circolare n. 237343 del 16 giugno 2022 contiene criteri e modalità di concessione delle agevolazioni in favore di programmi di investimento finalizzati alla riqualificazione delle aree di crisi industriali, specificazioni relative ai criteri e all’iter di valutazione, alle condizioni e ai limiti di ammissibilità delle spese e dei costi, alle soglie e ai punteggi minimi ai fini dell’accesso alle agevolazioni.
Fornisce anche indicazioni sulle caratteristiche del contratto di finanziamento, le modalità, i tempi e le condizioni per l’erogazione delle agevolazioni, nonché l’elenco degli oneri informativi per le imprese.
Si ricorda che l’intervento è finalizzato al rilancio delle attività industriali, alla salvaguardia dei livelli occupazionali, al sostegno dei programmi di investimento e allo sviluppo imprenditoriale delle aree colpite da crisi industriale e di settore.

Beneficiari
Possono accedere alla agevolazioni le società di capitali, società cooperative e consortili, reti di imprese che vi accedono tramite il contratto di rete.

Interventi ammessi
I programmi di investimento produttivo devono essere diretti

  • alla realizzazione di nuove unità produttive tramite l’adozione di soluzioni tecniche, organizzative e/o produttive innovative rispetto al mercato di riferimento;
  • all’ampliamento e/o alla riqualificazione di unità produttive esistenti tramite diversificazione della produzione in nuovi prodotti aggiuntivi o cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo;
  • alla realizzazione di nuove unità produttive o all’ampliamento di unità produttive esistenti;
  • all’acquisizione di attivi di uno stabilimento.

Sono ammessi alle agevolazioni programmi di investimento produttivo e/o programmi di investimento per la tutela ambientale, eventualmente completati da progetti per l’innovazione di processo e l’innovazione dell’organizzazione, progetti per la formazione del personale e, nel caso di programmi di investimento con spese ammissibili di importo superiore a 5 milioni di euro, progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, con spese complessive ammissibili non inferiori a 1 milione di euro;
nel caso di programma d’investimento presentato nella forma del contratto di rete, i singoli programmi d’investimento delle imprese partecipanti alla rete devono prevedere spese ammissibili complessive non inferiori a 400.000,00 euro.
I programmi e i progetti devono prevedere un incremento degli addetti dell’unità produttiva oggetto dell’investimento, essere eseguiti in unità produttive ubicate nei territori dei Comuni ricadenti nelle Aree di crisi, e devono essere avviati dopo la presentazione della domanda e essere ultimati entro 36 mesi dalla data di stipula dei contratti di finanziamento.

Le agevolazioni
Previsto un mix di contributi combinati tra loro: conto impianti, contributo alla spesa e del finanziamento agevolato, alle condizioni ed entro i limiti delle intensità massime di aiuto previste dal Regolamento EU n.651/2014.

ll finanziamento agevolato concedibile non può essere inferiore al 20% degli investimenti ammissibili. Il contributo in conto impianti e l’eventuale contributo diretto alla spesa sono determinati in relazione all’ammontare del finanziamento agevolato.

Presentazione delle domande
Con procedura valutativa a sportello, e attraverso avviso specifico del Mise che indicherà i termini di presentazione, le domande verranno presentate al soggetto gestore Invitalia che provvederà anche agli adempimenti tecnici e amministrativi riguardanti l’istruttoria delle domande, la concessione e l’erogazione delle agevolazioni.

Per maggiori informazioni, contatta un esperto di PJ Consulting.

 

 

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